Pathfinder“Se ne approfittano!” gli dissi, sistemando il guanto sinistro con la mano libera
“Non c’è da fidarsi…”Giacomo fu lapidario nella risposta:
“Lo so”.
“Ecco, vedi? Una volta tanto siamo d’accordo”Dalle mura si poteva vedere perfino il mare, tanto era pulita l’aria quella sera…una di quelle che capitano una volta all’anno, e sempre quando non hai una fotocamera per fissarne il ricordo. Non lo guardavo negli occhi, non era necessario…riuscivamo a dirci tutto solo notando la camminata dell’altro. L’avevo stuzzicato, come spesso mi divertivo a fare…la risposta non tardò ad arrivare.
“Non siamo d’accordo per niente, invece. Un conto è dire che nessuno vuole assumersi responsabilità, un conto invece è dividere il mondo in persone vere e false. Se mi dici che in molti mancano gli impegni presi ti do ragione, ma non si può generalizzare.”“Sì che si può…” risposi senza neanche aspettare che finisse la frase
“E’ nelle piccolezze che le persone si rivelano per quello che sono. Ti sentiresti tranquillo nel confidare un segreto a qualcuno che non ha il coraggio civile di ammettere pubblicamente che certe cose non gli interessano più e si tira indietro all’ultimo? Te lo dico io, NO. Non ti fideresti…neanche tu. Chi mente sugli hobby lo fa a maggior ragione nella vita…e per me non ha più personalità di una bambola di ceramica”.
“Sei troppo radicale nelle tue scelte…” mi rispose Giacomo, mentre si allontanava di qualche passo. Lo seguii replicando.
“E ne vado fiero, ci puoi scommettere. Senti, se sono arrivato a questo punto c’è un motivo, non ho mai detto niente senza averci prima pensato su. Il mio intuito non mi ha mai tradito, anzi…funziona sempre meglio con l’età, quindi fidati: avere rapporti con queste persone è una perdita di tempo e basta”“Sai che non ti darò mai piena ragione, Neno”.
Proseguì incamminandosi verso la piazza, con la testa leggermente rivolta indietro, come se temesse che neanche l’ascoltassi:
“Sei sempre stato un carattere particolare, sanguigno, non hai mai vissuto un periodo di stabilità nel senso stretto del termine. Ok, ammetto di parlare da una posizione privilegiata e di aver avuto più fortuna di te per certi aspetti, ma non ti è mai venuto il dubbio che il tuo disprezzo sia una maschera dietro alla quale nasconderti?”Voleva proseguire, ma lo interruppi…questo non lo doveva dire.
“Non ti azzardare, Giacomo! La maschera è degli altri, io sono vero così come mi vedi e come mi conosci, cazzo!!!”“Non t’arrabbiare, hai capito benissimo cosa intendo”.
In fondo al vicolo cominciava ad emergere la grande sagoma ottagonale del battistero. Una folata di vento freddo ci colse impreparati dal Vicolo degli Abbandonati, e istintivamente ripiegammo il collo e il mento dentro al colletto delle giacche. Seguirono alcuni passi di silenzio, poi ripresi fiato per replicare.
“Ci ho pensato molte volte…ma vedi, ho usato la mancanza di una compagna come scusa per troppo tempo per poter immaginare di farlo ancora, questo lo sai bene…c’eri!!! Ho 25 anni, Giacomo, ed ho visto realtà molto diverse da queste mura medievali. Niente di eccezionale, per l’amor del cielo, ma quanto basta per capire che i comportamenti sono ovunque gli stessi…con gli amici, in internet, con i tipi imbucati ad una festa…sempre la stessa storia. Persone autentiche se ne trovano pochissime…la maggior parte, per qualche aspetto, finge sempre di essere qualcosa di diverso”.
“E tu per questo vuoi negarti la possibilità di nuove esperienze?” mi chiese.
“Niente affatto…non mi tiro mai indietro”Ormai eravamo sotto al campanile del duomo. Giacomo si fermò e mi guardò dritto negli occhi, benché il vento in faccia facesse quasi chiudere i suoi, e disse:
“E allora…cosa cerchi?”Ci pensai su qualche secondo, aspettavo l’immagine buona. Mi girai verso il Duomo e vidi Don Marco che stava entrando nel santuario.
“Lui cosa cerca?” chiesi a Giacomo.
“Che domande…” mi disse
“…la Verità!”Sorrisi.
“Beh, ecco cosa cerco…ma seguendo un’altra strada…”“Quale?” mi chiese.
“Ha importanza?”.
Alzammo le mani per salutare Don Marco, che contraccambiò. Poi le campane cominciarono a suonare i vespri delle sei.
OGNI RIFERIMENTO A FATTI, LUOGHI E PERSONE NON E' PURAMENTE CASUALE, MA I FATTI NARRATI SONO COMPLETAMENTE OPERA DI FANTASIA